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Informo che la pubblicazione di nuove interviste è al momento sospesa a causa del poco tempo a disposizione per seguire il blog come meriterebbe, mi dispiace...
Invito comunque gli utenti a navigare sulle pagine alla ricerca di interessanti interviste, ad esempio questa (postuma) a Mario Giacomelli.

Mi scuso per l'inconveniente con gli affezionati lettori e (spero) a presto!
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giovedì 11 aprile 2013

Fotografi nel web #179: Simone Sapienza



Simone Sapienza: chi è?
Simone era un giovane fotoamatore 20enne studente di Ingegneria, dedito alla fotografia tra un esame e l'altro; adesso è sempre un giovane fotoamatore 22enne, ma dedito allo studio tra un reportage e l'altro. Leggo la biografia di Paolo Pellegrin ogni giorno e mi tenta fortemente: "Studiavo a Roma, architettura alla Sapienza, ero al terzo anno, ma non ero convinto, così ho deciso di cercare la mia strada altrove. E la fotografia mi interessava, da sempre."
(foto del profilo: © Simone Raeli)

Quando hai iniziato a fotografare?
Non c'è un tempo preciso. Di sicuro posso dire di aver comprato una reflex nel 2009. Ma è solo un dato statistico: già fotografavo prima, o forse devo persino ancora cominciare. Dipende dai punti di vista della parola 'fotografia'.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Si inizia quasi sempre con i paesaggi della mia Sicilia, alle stradine di Ortigia, alla ragazza, per poi cominciare a fare delle foto alle amiche e alle amiche delle amiche. Finito di giocare, scopri pian piano il genere per il quale sei portato sia fotograficamente che umanamente. Ed io l'ho ritrovato nel reportage, sperando possa evolversi in fotogiornalismo, affiancando testi ed interviste. E magari dei brevi video, piccoli trailer del lavoro fotografico.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Ho fatto un corso base dopo un anno da autodidatta, presso l'ACAF di Catania. Un buon modo per consolidare quanto appreso autonomamente, per fare nuove amicizie, per confrontarsi.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Iniziando con il reportage religioso, mi sono appassionato alle foto di Ferdinando Scianna. Poi mi hanno affascinato moltissimo Ara Guler (l'HCB della Turchia!), Tano D'Amico (che definirei fotogiornalista romantico) e Koudelka. La lista sarebbe veramente infinita. Ultimamente sto approfondendo moltissimo il colore degli americani, Alec Soth su tutti, figlio dello stile di Eggleston e Shore. Ho piacere anche di citare anche alcuni giovani come Pietro Masturzo, Gianni Cipriano, Roberto Boccaccino, i collettivi fotografici frameOff e Terra Project. E' bene valorizzare questi giovani, secondo me. Mi scuso per quanti dimenticati, anche qui lista infinita.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Ho cominciato con una Canon 400D che ho sfruttato fino all'osso sino alla fine del 2012, associandovi un parco ottiche formato pian piano da fisheye 8mm, 17-50mm f2.8, 24-105mm f4, 70-200mm f4. Dal 2013 ho rivoluzionato tutto ed adesso utilizzo Fuji XE-1 con 18-55mm f2.8-4 e una Canon 5D Mark II con 28-75mm f2.8, cercando di estendere -risparmi permettendo- il parco ottiche dei due sistemi, a secondo dei diversi utilizzi.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legato?
Gli scatti realizzati durante la Processione dei Misteri di Trapani, il cui portfolio mi è valso il 1° premio al concorso portfolio ad un'importante manifestazione fotografica come il 1° Ragusa Foto Festival, sotto direzione artistica di Maurizio Garofalo. Una vittoria del tutto inaspettata. Questo trittico è stato inoltre esposto alla Mostra di Fotografia Sicilia Contemporanea, in occasione del festival Nuove Impressioni 2012 ad Alcamo (Trapani).


Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Ho intenzione di svincolarmi dai reportage religiosi, cercando delle storie qui in Sicilia su varie tematiche, principalmente di natura sociale. Nel frattempo sto realizzando l'editing delle foto del distretto di Fatih ad Istanbul, dove già andai più di un anno fa. Nel primo reportage raccontai Fatih più dal punto di vista 'street'. Questa volta ho cercato di prediligere ritratti ambientati all'interno dei loro luoghi quotidiani, anche se non è stato facile per via di cultura e lingue diverse, in un ristretto tempo a disposizione. Un distretto che mi ha affascinato, ancora fuori dal tempo, e che rappresenta simbolicamente il lato decisamente conservatore della politica interna turca di Erdogan. Infine, sto valutando l'ipotesi di investire sulla mia passione fotogiornalistica, Newport (Wales) ed Aarhus (Danimarca) sono le più accreditate in Europa, ma accedervi non è semplice.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Ho partecipato a circa venti collettive fotografiche, distribuite maggiormente tra Catania e Siracusa, ma esponendo anche a Trieste, Cracovia, Colombia. Con soddisfazione sono stato invitato anche ad esporre alla mostra "Sicilia Fotografia Contemporanea", organizzata nell'ambito del festival Nuove Impressioni 2012 ad Alcamo (Trapani). Ho realizzato anche due mostre bipersonali su Istanbul in collaborazione con Simone Raeli: "Istanbul Cami" sulle moschee, e "Strade di Fatih", sull'omonimo quartiere di Istanbul. Prossimamente una mia mostra sarà allestita in occasione del 2° Ragusa Foto Festival.

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Come già detto, ho vinto il 1° Ragusa Foto Festival per il miglior portfolio; ho ricevuto il 1° premio al Gran Premio della Fotografia Italiana 2011 per la sezione Talenti Emergenti - Editoria; nel 2011 3° posto al concorso internazionale 'Your Take' indetto dal 'The Economist' su una tematica di natura sociale. Le segnalazioni nei concorsi 'Urban Street' indetti da DotArt nel 2011 e 2012 sono valse l'esposizione in collettive fotografiche all'estero (Cracovia e Colombia) e la presenza di una mia foto tra le dodici del calendario 2013 'DotArt'. Nel 2010 una mia foto è stata pubblicata su Focus (Mondadori) in quanto classificatasi tra le prime dieci del concorso 'Vacanze' indetto dal magazine stesso. Nel 2011 è stato pubblicato da Grafica Saturnia il calendario 'Sicilia Bedda' con dodici miei scatti.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Ormai è il pane quotidiano. Oltre allo scattare fotografie in sè, sfrutto tanto tempo per l'editing, il sito web, vedere lavori di altri fotografi, confrontarmi con amici con la stessa passione, leggere libri. O semplicemente andando in giro tagliando frame immaginari con gli occhi. Intanto i libri di Ingegneria continuano a guardarmi.

Raccontaci un episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
Durante il secondo viaggio ad Istanbul, sono andato alla ricerca di quei negozianti di Fatih a cui avevo scattato delle foto più di un anno prima, per regar loro le stampe di quegli scatti. Trovarli tutti non è stato facile, il quartiere è veramente dispersivo, ma in quei casi positivi vederli cosi gratificati è stata una grande emozione. Sempre ad Istanbul, il numero di cay (tè) offerti è inquantificabile!

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Penso che i primi anni in cui si fotografa sono quelli in cui si cresce maggiormente. E penso che devo sempre ringraziare le batoste costruttive prese nelle letture portfolio: riescono a farti distaccare dall'emotività delle tue immagini e capire veramente cosa non va, non tanto qualitativamente sulle singole foto, ma quanto a narrazione d'insieme. Anche la post-produzione e la relativa cura dei dettagli è cambiata notevolmente. Adesso conto fino a dieci prima di chiudere i neri nel bianconero.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
Ho un sito di riferimento (www.simonesapienza.com), ma oggi lo strumento di condivisione più veloce ed aggiornato è il social network. Trovate miei scatti anche su Micromosso e 500px.

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Mi viene difficile visto che sono ancora un neofita di questo mondo e sono ancora nella fase di chi di quei pensieri ancora ne ha bisogno. Posso comunque consigliare di divertirsi, se non c'è passione alla base di tutto, diventano solo belle immagini e non fotografie. Potreste riuscire al più a trasmettere l'emozione di ciò che è fotografato, ma magari non la vostra. Siccome possono sembrare solo belle parole campate in aria, passando ai fatti posso consigliare di iniziare da autodidatta (Internet!) e solo dopo frequentare un corso base per consolidare le conoscenze. Ma soprattutto non isolatevi, frequentate un'associazione fotografica, fate uscite, condividete e confrontatevi, senza buttarvi giù dopo le critiche dei più esperti nè tanto meno esaltarvi per i troppi 'Mi Piace' su Facebook. Altrimenti fotograferemmo tutti bambini, gatti, tramonti e belle donne. Infine: siate umili, ma lasciatevi un pizzico di presunzione. Siate aperti mentalmente per ascoltare i consigli di tutti, ma siate ancora più aperti per ascoltare il vostro istinto. Meglio dieci capolavori e dieci schifezze, piuttosto che venti immagini carine che piacciono mediamente.

Fotografie: © Simone Sapienza

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Un ringraziamento ad Alessadro, Fabio, Simone 1 e Simone 2, che - SARCASTICAMENTE - insieme a Simone 3 formano i famosissimi (!!!) "Cinque migliori fotografi della Regione"! Più che altro ci divertiamo e ci prendiamo in giro! Un saluto anche ad Alessandro e Michele, con cui ci facciamo più risate che fotografie in quel di Siracusa. Mi permetto di lanciare un'appello sociale alle aziende produttrici di borse: realizzatene una apposita per Alessandro Romeo! 

Le interviste ai "Fotografi nel Web" sono una rubrica del blog: Dentro al Replay

martedì 26 marzo 2013

Fotografi nel web #178: Kasco ph (Marco Testaquatra)




Kasco ph (Marco Testaquatra) : chi è?
Se qualcuno lo sa mi informi perfavore!! A quasi 40 anni non ho ancora piena coscienza di me. eheheh! Artista, fotografo, amatore, non saprei. Prima di tutto sono una persona. Di sicuro posso dire cosa non sono: un uomo che non si fa domande o che si accontenta delle risposte, ma essendo qui a parlare di fotografia, sono solo uno che cerca, e la fotografia mi aiuta molto. E' terapeutica.  
Mi viene sempre in mente la fotografia di Margaret Bourke-White sul Chrysler Building intenta ad osservare lo skyline prima di fotografare, non che mi paragoni a lei. 

Quando hai iniziato a fotografare?
A dire il vero ho cominciato a premere il tasto di scatto in fase adolescenziale, ero curioso di capire la prospettiva degli altri che mi vedevano, e così ho scoperto l'autoscatto (Uno nessuno, centomila?). Al tempo stesso ero attratto inconsapevolmente da tutto ciò che era estetico, grafico ed ai tempi la rivista Max sfornava immagini che appendevo in camera per il gusto di poterle vedere tutti i giorni, per lo più bianco e neri di gente come Avedon & Co. (era il periodo delle vere Top model), ma non ero interessato a "chi" scattava, ancora non me ne curavo, ma a "cosa". Il "come" è storia più recente.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Non saprei, essenzialmente attraverso la fotografia faccio ricerca interiore, quindi non ho un genere principale, cerco ciò che sono, contraddizione ed emozione. Sono attratto dalle persone e dai luoghi che le ospitano, dal modo di interagire, dalle dinamiche comportamentali. Faccio foto agli eventi live perchè lì ho modo di assistere a tutto ciò e perchè la musica mi smuove l'EMOZIONE, e per lo stesso motivo lo faccio alle serate burlesque della Voodoo Deluxe, ed ancor di più nel mondiale Superbike e nel cross dove il mio essere "motociclista fino all'osso" si può esprimere anche senza la manetta!!

Hai fatto qualche corso di fotografia?
Ancora no, ma ne avrei bisogno. Studio da autodidatta grazie ad internet e sono fortunato di poter chiedere consiglio ad alcune persone autorevoli per me.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Non vorrei passare per presuntuoso o superficiale, ma sono sempre stato attratto dalle immagini in sè, e la domanda successiva del "chi l'ha fatta?" ho cominciato a pormela molto tardi (troppo!). Direi delle ovvietà citandone alcuni. Ad ogni modo tutti coloro che hanno l'IO al centro dei loro scatti. Reportage in particolare.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Da ragazzino quel che capitava fino a rompersi, dall'usa e getta a quella in regalo col Dixan. Dopo una pausa di 10 anni ho ricominciato con le compatte e poi "reflex amore mio" D60. Attualmente sono approdato al porto della Nikon D700. Non sembra, ma ste ragazzine costicchiano!

Quali sono gli scatti ai quali sei particolarmente legato?
Quelli degli altri, ma se devo scegliere tra i miei, quelli dove ho il coraggio di guardarmi dentro.


Non sono legato ai miei scatti per la qualità fotografica, ma per i momenti "speciali" che testimoniano, come il primo scatto fatto nel box Superbike di Ayrton Badovini (pilota Bmw)...


la prima foto "seria" venduta...


...oppure ogni volta che ho il coraggio di ritrarre la mia compagna di vita.


Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Man mano che scatto acquisisco confidenza con il mio voler essere un fotografo, ed avendo le idee più chiare, ultimamente ho messo in cantiere alcuni progetti di reportage per i quali ho steso già uno storyboard. Voglio sempre carpire l'anima delle persone. Togliere le maschere che ci mettiamo e raccogliere il "primo sorriso". Siamo tutti un po' personaggi no? A volte incosapevolmente. La musica live è comunque tra le mie prime scelte per le emozioni che continua a darmi, e tutti gli eventi che vedono le persone cimentarsi in qualcosa di espressivo, mi cattura. Mi piace farmi rapire dalle emozioni, ed è il riscatto la parte più gustosa. Attualmente, comunque, prosegue l'esperienza in coppia con Paolo Zauli chiamata "Life as a Race" dove tentiamo di raccontare l'uomo-pilota alle prese con la sua cavalcatura; l'emozione, l'adrenalina, la caparbietà di un gesto tecnico difficile da imbrigliare con la tecnologia. Contemporaneamente, grazie ai ragazzi di Voodoo Deluxe (agenzia italiana di burlesque), io e Paolo stiamo lavorando ad qualcosa che potrebbe rivelarsi sorprendente. 

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
No, mai, o perlomeno non ancora. Sono ancora un principiante. Credo solo ora di cominciare a produrre scatti "guardabili". Comunque al mio ego piacerebbe.
Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Non li sto cercando (non che sia un male farlo), ma mi verrà il coraggio di sottoporre qualche scatto prima o poi. Promesso.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Con la testa tantissimo. Immagino le situazioni, le luci, le pose, le espressioni e annoto tutto. Mi chiamano "squadrino" ahahah! Nei fatti, tutto il tempo che avanza dal lavoro ufficiale ed alla voglia di stare con la mia compagna.

Raccontaci qualche episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
L'episodio al quale sono legato di più è quello che mi ha portato a conoscere un fotografo che oggi è colui che detiene i meriti dei miei progressi, Paolo Zauli. Mi sprona alla sua maniera anche se sono "gnucco". Ascoltavo Virgin Radio e ad un certo punto è stata annunciata l'intervista ad un fotografo italiano di musica live in occasione dell'uscita del suo libro "A.Live". Al termine, corro al pc a cercare tutto di lui e da subito mi imbatto in una serie di immagini cariche di emozione e forza. Proprio quello che tento di carpire anche io, il famoso "momento". "Perchè no?" mi sono detto, l'ho contattato ed ora mi ritrovo coinvolto nei suoi progetti. Sono ancora emozionato e grato.
Il più divertente è stato qualche anno fa, quando andai ad un concerto di Iggy Pop con un amico e, non avendo pass fotografico, ho passato una giornata campale a 42°C senza ombra e poca acqua, in attesa che aprissero i cancelli. Ero posizionato alla transenna e, una volta iniziato il concerto, al 4° brano "shake appeal" la gente si è riversata sul palco. Nel tentativo di proteggere la macchina fotografica, ma soprattutto di non perdere la posizione, ho esaurito le ultime forze e sono svenuto come un pirla ahahah! un vero rocker!!! Per fortuna la security ed il mio amico mi han tirato fuori di lì ed in pochi attimi ho ripreso lucidità a tal punto che, seguito dall'amico preoccupato, per continuare a fotografare dalla pit e far godere lo spettacolo a lui, ho finto di stare ancora male per prendere tempo. Ci hanno sbattuto fuori comunque.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
"It's a long way to the top if you wanna rock 'n' roll" (Ac/Dc), ma per fortuna mi guardo raramente indietro perchè se lo faccio "cancello". Mi piace quel che deve venire.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?
DeviantArt: http://kascodesign.deviantart.com

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Il caro Libero Api, recentemente, mi ha dato l'occasione di leggere un'intervista impossibile fatta a Mario Giacomelli di cui cito una parte:
"A chi si avvicina al mondo della fotografia dico soltanto: scegli, o continui ad avvicinarti per tutta la vita e allora è meglio coltivare gerani, oppure buttati, ubriacati, godi, soffri, sbaglia, bisogna sbagliare, entra nell’immagine che vorresti prima ancora di scattarla, vedi se puoi viverci e sopravvivere a quello che si muove intorno, non fare fotocopie, fai poesia di carne di terra della materia di cui tutti siamo fatti allo stesso modo."
Ecco, io ci sto ancora pensando e, per mia natura mi sto arrovellando. Sono l'ultima persona a poter dare consigli, ma se mi chiedete se fare fotografia mi fa star bene, allora si. PROVATECI.


Fotografie: © Kasco ph

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Ringrazio Federica, la MUSA del mio romanzo. Perdonatemi, ma devo dirlo: la donna più ROCK che ci sia.
Ringrazio Paolo Zauli per la sua introversa estroversione e per l'infinita pazienza. Guardate i suoi lavori.
Ringrazio Libero Api che oltre ad avermi coinvolto in questa mia PRIMA intervista, mi ha dato modo di osservare quanto sia importante essere anche impresari (non imprenditori) delle proprie capacità. Una persona attenta e discreta, i suoi scatti lo dimostrano.
Più che un saluto vorrei dirvi arrivederci, stay tuned.
Ps: scusate la troppa sincerità.

Le interviste ai "Fotografi nel Web" sono una rubrica del blog: Dentro al Replay

mercoledì 6 marzo 2013

Fotografi nel web #177: Alberto Scalia



Alberto Scalia: chi è? 
Ho 52 anni e sono di Latina. La mia professione primaria è quella di Grafico e Cartografo presso l’Aeronautica Militare. Ricopro la carica di Vicepresidente per l’Università Popolare Tirrenica delle Scienze Naturali di Latina (UPTSN), per conto della quale ho organizzato nel 2009 il Concorso Internazionale di Fotografia Naturalistica “Istanti di natura – dal Millesimo all’Infinito” (www.uptsn.eu). La fotografia è sempre stata presente nella mia vita dall’età di 20 anni. Nonostante tutti questi anni dedico ancora ad essa quasi tutto il mio tempo libero e con più entusiasmo di allora. I mezzi sono diversi, l’età è diversa ma la soddisfazione di stare da solo davanti ad un tramonto in montagna o dentro un capanno a pochi metri da un animale selvatico è sempre intima ed impagabile. Credo che nella fotografia di natura, ed in particolar modo di paesaggio, ogni foto rappresenti un momento intimo del fotografo in quanto espressione di uno stato d’animo unico ed irripetibile. Se questa sensazione traspare e viene traslata a colui che guarda, allora si tratta di una foto ben fatta. Da questo punto di vista la fotografia di animali è invece più asettica e cronicistica ed esalta maggiormente le capacità tecniche del fotografo.

Quando hai iniziato a fotografare?
Le mie prime fotografie sono state alcune macro fatte nel 1978 all’età di 18 anni. Poi mi sono dedicato all’avifauna ma con un approccio molto amatoriale. Nel 2001 per motivi di salute ho dovuto interrompere l’attività fotografica per alcuni anni e quando ho ripreso ho tratto nuova linfa dalla tecnologia digitale che mi ha aperto orizzonti illimitati.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Sono nato come macrofotografo ma oggi amo fotografare ogni forma di vita selvatica, animale o vegetale, e adoro fotografare paesaggi montani, marini e notturni. Un piacere particolare mi viene dai viaggi fotografici con altri amici che condividono la mia passione. Amo soprattutto i paesi del Nord Europa con i loro paesaggi ghiacciati mentre per l’avifauna credo che il Coto Donana, nel Sud della Spagna, sia il massimo in assoluto.

Hai fatto qualche corso di fotografia?
No sono assolutamente autodidatta ma, come in tutti i settori, anche per la fotografia ho sempre cercato di studiare e “rubare” i segreti dei grandi fotografi di oggi e di ieri.

Quali sono i fotografi del passato e del presente che più apprezzi?
Per il passato credo che non esista fotografo paesaggista che non possa dire di amare il grande Ansel Adams che ha veramente tracciato un solco indelebile nella fotografia di natura. Come macrofotografo devo veramente tanto a Ronnie Gaubert, fotografo della Florida oggi purtroppo scomparso. Tra i fotografi di fauna adoro Miguel Lasa ed Art Wolfe. Per i paesaggisti c’e solo l’imbarazzo della scelta: citerò solo Hans Strand, Nick Brandt e John Shaw. Una fotografa molto particolare che adoro è Isabel Diez le cui opere riescono a regalarmi sensazioni come nessun altro.

Che attrezzatura fotografica hai usato nel passato, e quale stai attualmente utilizzando?
Ho scattato le prime foto con una Praktica che rubavo di nascosto a mio padre. Poi ho cominciato ad usare Nikon (EM – Fm2 – F801) come macchine e Sigma come teleobbiettivo. Oggi Uso un corredo misto: Nikon digitale per l’avifauna e Canon, sempre digitale, per i mammiferi ed il paesaggio. Una menzione particolare va ai filtri che se di qualità e se usati bene regalano risultati fantastici. Personalmente uso filtri ND B&W e digradanti LEE.

Qual è lo scatto al quale sei particolarmente legato?
Una foto che mi regala una bella sensazione ogni volta che la guardo è quella di un albero isolato scattata in inverno sul Monte Semprevisa, la vetta più alta della provincia di Latina. Era una foto che cercavo da tempo come composizione. Quel giorno era tutto lattiginoso e così, sovresponendo leggermente il tronco sono riuscito a rendere il pattern della foto tutto uniformemente bianco. In più ci si è messo anche l’albero che rievoca, secondo me, i tronchi animati del Signore degli Anelli, saga a cui sono particolarmente legato. 


Quali sono i tuoi progetti attuali e quali quelli per il futuro?
Attualmente so lavorando ad un progetto che curo da ormai 5 anni per la Provincia di Latina, che si chiama Sistema Naturae, consistente in un database informatico a schede di fauna, avifauna, insetti, fiori, piante, molluschi e funghi, in cui sono presenti centinaia di mie fotografie. Nell’immediato futuro (febbraio 2013) andrò nel Nord della Scozia per fotografate la fauna e i paesaggi ghiacciati delle Highlands e delle coste. E poi probabilmente lavorerò al nuovo concorso di fotografia per l’UPTSN.

Hai mai esposto le tue immagini in mostre fotografiche personali o collettive?
Ho esposto alcune immagini all’interno della Mostra sulla Biodiversità marina “Gemme nel Blu” nel novembre 2009 (www.uptsn.eu). Come già detto ho fornito moltissime fotografie (credo più di 800) al database Systema Naturae della Provincia di Latina (www.systemanaturae-prvlt.net).

Hai mai avuto riconoscimenti in concorsi fotografici o pubblicazioni delle tue foto su libri o riviste?
Pur organizzandoli non amo partecipare ai concorsi fotografici che meriterebbero, secondo me, una regolamentazione che li affranchi dalla totale anarchia in cui versano. Nella mia esperienza di organizzatore ho riscontrato una realtà che non mi è molto piaciuta. All’estero le cose vanno un po’ meglio ma neanche poi tanto e solo per alcuni concorsi. Alcune mie foto sono apparse in articoli giornalistici (La Provincia) ed in alcune pubblicazioni della Arpa Lazio. Ho partecipato alla realizzazione di calendari ed opuscoli vari.

Quanto tempo dedichi alla fotografia?
Molto più di quello che dovrei, nel senso che parecchio sono costretto a toglierlo alla famiglia ed ai figli. Comunque almeno 15-20 ore alla settimana (senza contare quello al PC per la postproduzione)

Raccontaci un episodio curioso o simpatico legato alla tua esperienza.
Mi sono capitati episodi di tutti i tipi, simpatici e meno simpatici. Un fatto per cui rido ancora quando ci penso mi è accaduto quando avevo circa 25 anni ed ero abbastanza pazzo da fare certe cose. Mi ero messo in testa di fotografare gli aironi che sostavano in mezzo ai bufali, animaletti non proprio con un bel carattere, nei pantani del Parco del Circeo. Avevo costruito una bufala fantastica con il fil di ferro e la gommapiuma che pareva vera e a dimensione naturale. Già era una comica vedere una Uno celeste con un bufalo sul tetto. Ma poi è diventato esilarante quando tutti i bufali nell’arco di 1 km hanno deciso di venire a controllare dappresso l’intruso. E poi è diventato un film comico quando sono uscito e per fortuna i bufali sono “esplosi” in tutte le direzioni.

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti cosa pensi?
Un po’ di nostalgia senz’altro e la considerazione che non si finisce mai di imparare.

Dove sono pubblicate, sul web, le tue foto?

Un pensiero a chi si avvicina ora al mondo della fotografia.
Si, c’è una considerazione un po’ personale ma che forse potrà essere utile a qualcuno. Nel 2001 ho avuto un grave infortunio che mi ha compromesso parzialmente l’uso della gamba destra. Oggi sono quindi tecnicamente un disabile. Non avrei mai pensato nei giorni delle cure e della convalescenza di poter nuovamente fare foto. Oggi invece con la passione e l’organizzazione riesco a fare tutto quello che facevo prima ed anche di più. Questo per dire che se qualcuno si dovesse trovare in condizioni simili sappia che nulla è impossibile se lo si vuole veramente e che la fotografia, per chi ne ha la passione, può anche essere non la fuga da una situazione difficile ma il modo di crescere e di diventare diversi e forse migliori. Questo per me è stata la fotografia!

 Fotografie: © Alberto Scalia

Vuoi concludere con un saluto o un ringraziamento?
Devo ringraziare innanzitutto mia moglie ed i miei figli per la pazienza con cui sopportano tutto il tempo che sottraggo loro. E poi voglio ringraziare i miei amici Alessandro, Matteo e Raffaella che hanno anch’essi quel briciolo di sana pazzia, e senza dei quali molte delle fotografie che ho scattato probabilmente non esisterebbero.

Le interviste ai "Fotografi nel Web" sono una rubrica del blog: Dentro al Replay